La pizza con impasto alle patate rappresenta una rivoluzione nella preparazione della pizza casalinga. Questa ricetta, nata dalla tradizione contadina italiana, trasforma le umili patate in un impasto straordinariamente soffice e leggero. Il segreto risiede nell’amido delle patate che conferisce una texture vellutata e una morbidezza prolungata nel tempo. Perfetta per chi cerca un’alternativa originale alla classica pizza napoletana, questa versione conquista per la sua semplicità di esecuzione e per il risultato sorprendente. L’impasto alle patate si distingue per la sua alveolatura – ovvero la struttura a bolle che si forma durante la lievitazione – particolarmente pronunciata e per una digeribilità superiore. Ideale per cene informali o pranzi domenicali, questa pizza veloce richiede pochi ingredienti ma regala grandi soddisfazioni culinarie.
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Ingredienti
Utensili
Preparazione
1. Preparazione delle patate
Lavate accuratamente le patate sotto acqua corrente e cuocetele con la buccia in abbondante acqua bollente salata per circa 30 minuti, finché risulteranno morbide quando infilzate con una forchetta. Scolatele e lasciatele intiepidire per 5 minuti, poi pelatele ancora calde. Schiacciatele immediatamente con lo schiacciapatate fino ad ottenere un purè liscio e omogeneo, senza grumi. Lasciate raffreddare completamente il purè di patate prima di procedere con l’impasto, altrimenti il calore potrebbe compromettere l’azione del lievito.
2. Attivazione del lievito
In una piccola ciotola, sciogliete il lievito di birra secco nell’acqua tiepida insieme allo zucchero. Mescolate delicatamente con un cucchiaio e lasciate riposare per 10 minuti. Il composto inizierà a formare una schiuma in superficie, segno che il lievito è attivo e pronto per essere utilizzato. Questa fase è fondamentale per garantire una lievitazione ottimale dell’impasto.
3. Preparazione dell’impasto
In una grande ciotola o nella planetaria, versate la farina manitoba formando una fontana al centro. Aggiungete il purè di patate raffreddato, il lievito attivato, l’olio extravergine di oliva e il sale. Iniziate ad impastare a velocità bassa per 2 minuti, poi aumentate la velocità e continuate per altri 8 minuti fino ad ottenere un impasto liscio, elastico e leggermente appiccicoso. Se l’impasto risulta troppo asciutto, aggiungete un cucchiaio di acqua alla volta; se troppo umido, incorporate poca farina.
4. Prima lievitazione
Formate una palla con l’impasto e trasferitela in una ciotola leggermente unta d’olio. Coprite con pellicola trasparente e lasciate lievitare in luogo tiepido e al riparo da correnti d’aria per circa 60 minuti, o finché l’impasto avrà raddoppiato il suo volume. La temperatura ideale per la lievitazione è tra i 26 e i 28 gradi: potete utilizzare il forno spento con la luce accesa per creare l’ambiente perfetto.
5. Stesura dell’impasto
Trascorso il tempo di lievitazione, sgonfiate delicatamente l’impasto premendolo con le nocche delle dita per eliminare l’aria in eccesso. Dividetelo in 2 o 4 porzioni a seconda che preferiate pizze grandi o piccole. Oliate leggermente le teglie da pizza e stendete l’impasto con le mani o con il mattarello, partendo dal centro verso l’esterno. Create un bordo leggermente più spesso per ottenere il classico cornicione. Lasciate riposare per altri 15 minuti prima di condire.
6. Condimento e cottura
Preriscaldate il forno alla massima temperatura, almeno 250 gradi. Distribuite uniformemente la passata di pomodoro sull’impasto lasciando libero il bordo, salate leggermente e cospargete con origano. Infornate nella parte bassa del forno per 10 minuti. Estraete le pizze, aggiungete la mozzarella tagliata a cubetti ben scolata, un filo d’olio e il basilico secco. Rimettete in forno per altri 8-10 minuti, finché il bordo risulterà dorato e la mozzarella perfettamente filante. Servite immediatamente per gustare la pizza al massimo della sua fragranza.
Il trucco dello chef
Per un impasto ancora più soffice, sostituite 50 grammi di acqua con latte intero tiepido. Questo piccolo accorgimento renderà la pizza più morbida e leggermente dolce. Se desiderate preparare l’impasto in anticipo, dopo la prima lievitazione potete conservarlo in frigorifero per 24 ore coperto con pellicola: il freddo rallenterà la fermentazione sviluppando aromi più complessi. Ricordate di tirarlo fuori dal frigorifero almeno 30 minuti prima di stenderlo. Per una cottura professionale, posizionate una teglia vuota sul fondo del forno durante il preriscaldamento: creerà un effetto pietra refrattaria rendendo la base croccante. L’impasto alle patate tende ad assorbire più condimento rispetto a quello tradizionale, quindi non abbondate con la passata per evitare che la pizza risulti umida.
Abbinamenti vincenti per la pizza alle patate
La pizza con impasto alle patate richiede vini freschi e beverini che contrastino la morbidezza dell’impasto. Un Falanghina del Sannio rappresenta la scelta ideale: questo vino bianco campano, fresco e minerale, bilancia perfettamente la consistenza soffice della pizza. Per chi preferisce i rossi, un Lambrusco di Sorbara leggermente frizzante accompagna egregiamente ogni boccone grazie alla sua acidità vivace. Gli amanti della birra apprezzeranno una lager chiara o una pilsner servita ghiacciata, capaci di sgrassare il palato tra una fetta e l’altra. Per i più giovani o chi non consuma alcol, una limonata artigianale o un chinotto rappresentano alternative rinfrescanti e appropriate.
Informazione in più
La pizza con impasto alle patate affonda le radici nella tradizione culinaria del Sud Italia, particolarmente in Puglia e Campania, dove le famiglie contadine utilizzavano le patate avanzate per arricchire l’impasto del pane e della pizza. Questa tecnica nacque per necessità economiche ma si rivelò geniale dal punto di vista gastronomico. L’aggiunta delle patate, infatti, non solo permetteva di risparmiare sulla farina – ingrediente prezioso – ma conferiva al prodotto finale caratteristiche organolettiche superiori. L’amido delle patate trattiene maggiormente l’umidità, garantendo una shelf life – ovvero durata di conservazione – più lunga e una morbidezza che persiste anche il giorno successivo. Negli anni ’80, questa ricetta è stata riscoperta e valorizzata dalla nuova cucina italiana, diventando un classico delle pizzerie gourmet. Oggi rappresenta un perfetto esempio di come la cucina povera possa trasformarsi in alta gastronomia senza perdere la sua anima autentica e popolare.



